S. Em. Card. Bernardin Gantin
Decano del Sacro Collegio Cardinalizio 1993-2002
Membro Onorario della Società delle Missioni Africane
Prefazione
a Diario del primo
missionario del Dahomey 1860-1864
di Francesco
Borghero (a cura di Renzo Mandirola)
Borghero: e il primo nome di missionario di cui ho sentito parlare.
Era ancor prima di entrare in Seminario. Il prete, lui stesso membro della Società
delle Missioni Atricane, ne parlava con fierezza ed entusiasmo.
Più tardi avrei capito meglio i motivi di quei sentimenti di ammirazione e di
quei ricordi eloquenti che risalivano alle origini di una stessa famiglia spirituale.
Il Seminario minore mi portò a Ouidah, la città dove erano sbarcati nel 1861
i primi due missionari. Uno di essi era P. Francesco Borghero. Si dice che incontrò
per caso, a Roma, il fondatore della SMA, Mons. de Marion Brésillac. Per la
Divina Provvidenza il caso non esiste. Due cercatori della Volontà di Dio che
si interrogavano su dove e come evangelizzare i più poveri si incontrarono sulla
terra di Pietro e Paolo.
P. Borghero fu un grande pioniere dellevangelizzazione. Non è rimasto
molto tempo sulla terra africana, ma vi ha fatto lunghi e faticosi viaggi, sempre
alla ricerca di fondazioni nuove, più salubri per i suoi missionari. Era un
gigante della missione. Ciò che ha fatto, le tracce che ha lasciato al di là
del suo Diario, testimoniano che era un uomo non comune, un prete pieno
di zelo, un evangelizzatore appassionato di Gesù Cristo. La sua attenzione verso
i bisogni più comuni della gente così come la sua capacità di relazionarsi anche
con i grandi di questo mondo saltano agli occhi.
La sua voglia di conoscere lo rende attento a tutto e a tutti. Mi colpisce il
suo invito rivolto ai missionari a imparare nuove lingue e la sua lotta perché
si parlasse nella lingua capita dalla gente.
Non voglio dire nulla, nel quadro di una semplice prefazione, di quanto riguarda
la solidità della sua scienza e la vastità della sua cultura. Altri lo hanno
fatto e lo faranno.
Storia e testimonianza e non panegirico: è così che concepisco la biografia
di un uomo che, pur sapendosi limitato, ha fatto della sua vita un dono senza
calcoli e si è lasciato arricchire da tutto quanto ha incontrato sulla sua strada.
Questo Diario farà del bene, non solo alle nuove generazioni di missionari,
ma a tanti: a tutti coloro che non si accontentano di confinare i loro occhi
ed il loro cuore al proprio orizzonte quotidiano.
La verità dellesempio e la saggezza del cuore non invecchiano mai!
18 gennaio 2002
Francesco Borghero, Diario del primo missionario del Dahomey 1860-1864 (a cura di Renzo Mandirola), Editrice Missionaria Italiana, Bologna, 2002, € 18.00